“L’altro Francesco! “ Note biografiche di Francesco Pasquali primo Campione Open Italiano di Golf

Quando pensiamo al nome di un Francesco vincitore dell’Open Italiano di golf, a tutti noi viene in mente la figura di Francesco Molinari, tuttavia la storia del golf italiano ci consegna il nome di un campione che nel 1925 vinse il primo open italiano: Francesco Pasquali

Valescure Golf

Pasquali, nato a Bientina nel 1894 si trasferirà ancora bambino con la famiglia in Francia a Hyeres.

Ancora ragazzo inizia a lavorare come caddy, ma non si accontenta di portare le sacche dei facoltosi golfisti dell’epoca,ogni tanto si esercita a giocare, dimostrando progressivamente un’abilità inusuale.

Nel 1915 scoppia la prima guerra mondiale e viene arruolato nell’esercito francese.

Tornato dalla guerra si impiegherà come professionista nel golf di Valescure, alternando la sua attività a Valescure con quella svolta in diversi altri circoli

E’ innegabilmente considerato da tutti un professionista molto affermato ed inizia anche parallelamente l’attività di clubmaker.

Nel 1924 su segnalazione di una sua allieva incontra un gruppo di albergatori di Stresa che stava iniziando a realizzare un percorso di golf, il progetto ed i primi lavori erano già iniziati sotto la direzione di Peter Gannon che tuttavia non potè completarlo, gli venne richiesto se volesse occuparsene e Pasquali accettò con entusiasmo

I lavori iniziarono subito e agli inizi di settembre del 1925, il percorso di quello che sarebbe diventato il “Golf di Stresa” era pronto

Nel frattempo il consiglio direttivo che si era riunito nel giugno del 1925 aveva deciso che il campo avrebbe dovuto essere degnamente inaugurato con una “Riunione di gara di Campionato” riservata a giocatori professionisti, era così nato il primo Open d’Italia.

Golf di Stresa

Il 21 settembre 1925 sul tee di partenza si presentano tre distinti signori: Francesco Pasquali, William H. Jolly e Luigi Prette. C’è anche il progettista del campo Peter Gannon: solo che non risulta iscritto come professionista e teoricamente non può gareggiare. L’imbarazzo viene risolto permettendogli di partecipare ma senza che ciò venga riportato sui registri.

A quel tempo il dress code impone di presentarsi sul tee con la giacca. Tuttavia è permesso togliersela per effettuare il colpo. Così fanno gli altri concorrenti. Francesco Pasquali invece la tiene addosso e si limita ad allacciarne un bottone per eseguire poi un’infilata di swing impeccabili. Completa le 36 buche del percorso in 154 colpi, divenendo così il primo Open Champion d’Italia. Un punteggio eccezionale, se pensiamo che è stato ottenuto con legni e ferri dell’epoca decisamente meno performanti di quelli odierni.

In seguito Francesco Pasquali continuerà la sua attività di professionista di Golf alternandosi tra il Golf di Stresa e quello di Valescure

Insegnerà fino agli ultimi anni della sua vita e morirà nel 1977 all’età di 83 anni

Eppure Francesco non amava molto parlare del suo titolo al primo Open d’Italia. Si sentiva un po’ a disagio. Diceva: «Eravamo in tre. Tre amici, e io ero il solo a conoscere il campo…». Il suo motto era: onestà, umiltà, deferenza. Un personaggio speciale, di quelli che lasciano il segno e che per questo meritano di essere ricordati.

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