Mac Gregor Golf Company

Iniziò nel 1829, quando i fratelli Crawford fondarono la Dayton Shoe Last Company, a Dayton, Ohio e producevano stampi in legno per scarpe utilizzando dei rudimentali torni. 

All’inizio del 1880, John McGregor ed Edward Canby, investirono nella Dayton Shoe Last Company, la quale cambiò nome in Crawford, McGregor e Canby. Uno scozzese, convinse Canby a provare il gioco del golf, che all’epoca – verso la fine del XIX secolo – era uno sport nuovo negli Stati Uniti. Canby, che era un appassionato sportivo, apprezzò da subito il gioco e fu anche un visionario perchè si convinse che il golf sarebbe diventato uno sport e un importante business in tutto il Mondo.

Per comprendere questa svolta degli eventi, è necessario capire come erano state fabbricate le teste di legno per mazze da golf fino alla fine del 1800. Era una tecnica primitiva e certamente eseguita interamente a mano. Da un pezzo di legno, il clubmaker, usando una sega, uno scalpello, un martello e della carta vetrata, lo trasformava in una testa da golf. Quindi lo verniciava e vi attaccava un bastone. Questo laborioso processo forse poteva produrre al massimo un pezzo al giorno per lavoratore. La MacGregor Golf Company diede vita a un rivoluzionario cambiamento.

Robert White, nato a St. Andrews, ma emigrato negli Stati Uniti e divenne uno dei primi professionisti del golf. Non fu un grande giocatore di golf ma ha avuto una lunga e illustre carriera nel golf americano; fu il primo presidente della PGA.

Cosa centra Robert White con la Mc Gregor?

I professionisti del golf dell’epoca erano tuttofare: insegnavano golf, mantenevano il campo, creava e producevano Club. Un giorno, nel 1894, mentre White era nel suo negozio a lavorare su una nuova testa di legno un socio del Club gli disse:  “C’è una fabbrica di scarpe dove i loro torni possono fare il tuo lavoro in due o tre minuti.” White andò a Dayton e incontrò Edward Canby che realizzò subito questa opportunità decidendo che la sua compagnia avrebbe fabbricato scarpe e mazze da golf. La Crawford, McGregor e Canby nei primi due anni, produsse teste per club fino a 250 al giorno, grazie ai loro torni.

Ma dove la società ha davvero migliorato la sua posizione nell’industria del golf era nell’uso del legno di cachi per teste dei club. Il legno dei cachi era molto più adatto rispetto al corniolo e al faggio, legni che venivano usati per i club sin dal 1400. Rispetto al cachi, il legno di faggio era troppo morbido, il  corniolo più duro ma fragile. Era anche relativamente leggero e quindi poteva essere riempito di piombo aggiungendo una suola in metallo senza che diventare troppo pesante per il golf.

Un’altro vantaggio del legno cachi è che è privo di nodi, il che riduce il deterioramento nel processo di tornitura. Inoltre, il cachi non si contrae e non si espande tanto quanto gli altri legni in climi caldi e freddi. Ha un aspetto pulito e liscio, oltre a una certa sensazione morbida quando si colpisce una pallina da golf. Ad oggi, i legni vintage di MacGregor sono tra i più apprezzati dai collezionisti di mazze da golf e dai tradizionalisti rimasti che giocano con loro.

Dove proviene il nome MacGregor Golf?

Nel marzo del 1898, Edward Canby assunse Willie Dunn come capo della fabbrica. Dunn era il membro più anziano di una famosa famiglia di golf scozzese e fu il primo professionista di golf in America ad arrivare secondo nel primo US Open. Fu un costruttore di campi da golf, tra cui l’originale Shinnecock Hills Golf Club. Canby voleva la competenza nel golf di Dunn e la credibilità che un nome scozzese avrebbe apportato alla sua divisione golfistica. 

La relazione tra Canby e Dunn non durò molto, e quando Dunn lasciò la società sorse il problema di mantenere l’azienda collegata alla Scozia. Canby trovò la soluzione; ottenne il marchio, “J. MacGregor “, cosa che poteva fare perchè all’interno dell’Azienda era presente un J. McGregor e lo usò come marchio nei suoi club.

Ma la cosa più interessante è come il nome di J. McGregor divenne MacGregor. La parola gaelica “Mac” (abitanti celtici della Scozia) era usata originariamente sia dagli scozzese che dagli irlandesi come prefisso per i loro cognomi (MacGregor è come dire figlio di Gregor) per poi sillabarlo in Mc. Questa variazione venne associata principalmente agli irlandesi. Ciò, insieme al fatto che Mickey (da Michael, il patrono irlandese), era un nome irlandese comune, portò al nome sprezzante per gli irlandesi: “mick”. Questa parola, dicono gli etimologi del gergo, ebbe origine negli Stati Uniti intorno al metà del 1800, quando vi fu un enorme afflusso di immigrati irlandesi della classe operaia.

E’ probabile che Edward Canby non voleva che la sua attrezzatura da golf avesse un nome con connotazione irlandese, per quanto scozzese fosse il suo proprietario. Quindi, McGregor divenne MacGregor. Il nome commerciale di J. MacGregor venne usato sulle attrezzature a partire dal 1900, ma negli annunci pubblicitari si indicava come Crawford, McGregor e Canby. 

Willie Dunn e il “putter a quattro facce”, un putter perfettamente controbilanciato che poteva essere usato da un giocatore destro o sinistro.

Innovazione sull’attacco alla testa del bastone

Intorno al 1898 uno scozzese di nome Scott ottenne un brevetto su una mazza di legno con lo shaft inserito nel collo. Fino ad allora, gli shaft erano collegati attorno alla parte esterna del collo e mantenuti in posizione con colla e un filo cerato. Questo metodo non era il modo più sicuro per attaccare due parti di un club nel punto di maggiore stress e quello di Scott fu un enorme miglioramento fondamentale nella costruzione del club. MacGregor fu il primo a comperare la licenza per la produzione di mazze da golf usando l’idea di Scott. Non passò molto tempo prima che tutte le mazze da golf venissero create in questo modo, con variazioni per aggirare il brevetto di Scott.

Inserti di materiale nelle teste.

Quando il legno di cachi diventò il materiale di scelta, la necessità di inserire un protettivo diminuì. Più o meno nello stesso tempo venne introdotta la pallina da golf a tre pezzi con anima in gomma, che rese l’inserto ancora meno necessario. Tuttavia si pensava che con un inserto del materiale giusto potesse dare alla nuova pallina da golf un lancio ancora più veloce e una maggiore distanza. Pertanto, nel 1913 l’azienda iniziò a offrire club con una varietà di materiali per inserti, ad esempio carta compressa o avorio. In un catalogo MacGregor descriveva: “Utilizzati da Charles (Chick) Evans e da molti altri importanti golfisti, i J. MacGregor Ivory Face Clubs sono grande successo”.

I ferri, secondo le regole del golf, non potevano avere inserti. Ma l’idea di qualcosa sulla faccia di un ferro per fornire un “bersaglio” e per aiutare a colpire la palla era nella mente di Toney Penna quando creò il ferro MacGregor “Colorkrom” 

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