Storia e modelli delle scarpe da golf.

La storia delle scarpe da golf è iniziata a metà del 1800, quando i golfisti scozzesi iniziarono a inserire chiodi nelle suole di cuoio per migliorare la presa sul terreno erboso umido e scivoloso. L’ edizione del 1857 del The Golfer’s Manual è una delle prime prove di questo. Ma i chiodi si allentavano e provocavano ferite al piede. Nel 1891 furono introdotte punte metalliche da avvitare direttamente nella suola. 

È il duca di Windsor * che dobbiamo ringraziare per aver reso noti i molti e vari stili delle scarpe da golf di oggi. Le principali sono:

Gillie  o ghillies sono Oxfords senza lingua, allacciate sul collo del piede spesso con lacci sfrangiati, indossati con il kilt o knickers e calzini argyle. La parola “gillie” significa “ragazzo” o facchino nel gaelico scozzese e deriva dall’antica “gilla” irlandese da “gildae”.

Nel 1906 Spalding introdusse le Saddle Oxford, così chiamate per il cuoio a forma di sella attorno ai lacci, aprendo la strada alle iconiche scarpe in pelle bicolore, con una fascia di colore scuro che scorre attorno al centro della scarpa.

Inizialmente erano rivolte agli sport come il tennis e il badminton ma ben presto divennero un sinonimo di moda tra i golfisti. La sella può essere dello stesso colore o diversa. Le scarpe venivano chiamate due tonalità se la sella era di un colore diverso rispetto al resto della scarpa.

Negli anni ’50 diventarono popolari tra uomini e donne e soprattutto adolescenti, e negli anni ’60 consolidarono la popolarità. Professionisti come Doug Sanders e Tom Weiskopf abbinarono variazioni di colori vivaci delle scarpe a stravaganti combinazioni di pantaloni e camicia.

I Kilties  sono oxford con una linguetta di pelle sfrangiata inserita sul collo del piede coprendo i lacci e gli occhielli. Lo stile era una scarpa da golf popolare.

KILTIES

Negli anni ’60 debuttarono scarpe con cavità integrate per chiodi facilmente svitabili, e dagli anni ’70 erano disponibili chiodi a punta dura in tungsteno.

Negli anni ’80 arrivarono scarpe più flessibili che si adattavano al piede a differenza di quelle rigide usate fino ad allora. Verso la fine degli anni ’90 i chiodi in plastica avevano gradualmente sostituito quelli in metallo, per danneggiare meno il terreno di gioco.

Scarpe Etonic del 1980.

Nel 2010 Fred Couples fu tra i primi a indossare le scarpe spikeless, che al posto dei chiodi hanno una suola in gomma increspata con buona presa. Questo tipo di scarpe ibride è vantaggioso per i dilettanti, sono adatte per la vita quotidiana e non serve cambiarle tra un round e l’altro.

Su un terreno meno asciutto è ancora vantaggioso usare le scarpe con chiodi in plastica, e in questo decennio lo sviluppo tecnologico ha portato a modelli molto leggeri.

Brevetti divertenti.

Un piccolo rastrello fissato sulla parte posteriore delle scarpe da golf consente una migliore presa sul terreno specialmente nella sabbia dei bunker. Può includere un perno che consente la regolazione del rastrello da una posizione abbassa a sollevata dal terreno.

Per gli “imbroglioni”!

Dispositivo per calciare la pallina quando si trova in situazioni non comode da colpire. Può essere montato o staccato al momento del bisogno.

Dispositivo da agganciare alla scarpa per non disperdere i tee in plastica nell’ambiente.

Rispondi